Per molto tempo, a scuola, così come all’università, ho studiato le eroiche azioni di quei grandi uomini che tutti conosciamo. Ma la verità è che, per quanto i tempi siano cambiati, ancora non si dà la giusta importanza e il giusto spazio a quelle grandi donne che insieme a quegli uomini così famosi, hanno fatto la storia. Purtroppo, c’è da dire che, spesso, a questi importanti personaggi femminili, non viene dato lo stesso riconoscimento che invece è naturalmente concesso ai personaggi maschili. Tuttavia, a mio avviso, queste donne hanno il diritto di essere conosciute e noi abbiamo il dovere di conoscerle. Ecco perché ho deciso di iniziare a scrivere una serie di articoli, riguardanti ognuno un forte ed importante personaggio femminile, sia che appartenga al passato, sia che appartenga al presente. Inauguriamo quindi, con questo primo articolo, una nuova categoria (Cultura), in cui rientreranno, non solo gli scritti appartenenti a questa serie sulle donne, ma anche tutti quegli articoli che saranno volti all’accrescimento del nostro bagaglio culturale.
Ci ho pensato bene e come primo personaggio da trattare, ho scelto Emmeline Pankhurst, una donna che ha contribuito alla parità dei diritti uomo-donna: “Non sottovalutate mai il potere che abbiamo di essere artefici del nostro destino”.
Emmeline Pankhurst, nata Goulden il 15 luglio 1858, è stata un’attivista e politica britannica che, alla guida del movimento delle suffragette femministe, aiutò le donne ad ottenere il diritto di voto.
All’epoca fu ampiamente criticata per le sue aggressive tattiche di militantismo . Si sposò con Richard Pankhurst, un uomo che sosteneva il diritto di voto per le donne. Dopo la morte del marito, fondò la Women’s Social and Political Union, un’associazione che promuoveva il suffragio femminile e che divenne presto nota per la sua ricerca di scontri fisici: i suoi membri cominciarono a frantumare le finestre ed aggredirono i funzionari pubblici.
Con l’avvento della prima guerra mondiale, la Pankhurst dichiarò il temporaneo arresto del militantismo, sostenendo la posizione del governo di Sua Maestà contro il pericolo tedesco. Iniziò così ad invitare le donne a favorire la produzione industriale ed incoraggiò i giovani a combattere, divenendo figura di spicco all’interno del movimento patriottico delle “piume bianche”.
Nel 1918 la “Representation of the People Act 1918” concesse il diritto di voto a tutti gli uomini di età superiore ai 21 anni e alle donne di età superiore ai 30.
La Pankhurst continuò la promozione della parità di diritti nella vita pubblica, alla guida della sua associazione. Morì il 14 giugno del 1928, solo alcune settimane prima che la rappresentanza del governo conservatore allargasse il diritto di voto a tutte le donne di età superiore ai 21 anni, il 2 di luglio con la “Representation of the People (Equal Franchise) Act 1928”.
Inutile sottolineare l’importanza di questa grande donna, appassionata e completamente dedita alla causa. Riusciva ad ispirare le persone con i suoi discorsi, tanto da riunire molte e molte donne, convincendole a lottare per i loro diritti.
E’ superfluo aggiungere che, le poche righe che ho scritto, sono solo una piccola parte della sua vita, che fu ben più sofferta e complicata di quanto possa sembrare. Basti pensare a tutti i soprusi (anche fisici) subiti dalle suffragette delle quali era a capo che, considerate violente e nemiche del governo, venivano spesso arrestate.
E’ evidente, dunque, l’importante ruolo ricoperto da questa grande donna, che non si arrese neanche per un attimo fino al giorno della sua morte. Una donna che risulta essere tra i pochi personaggi che tutte le donne dovrebbero conoscere, poiché, se oggi siamo dove siamo, è anche grazie a lei.
Spero che questo articolo vi possa essere utile. Se vi è piaciuto, lasciatemi un like; se volete aggiungere qualcosa, o se avete idee sui prossimi personaggi da trattare, scrivetemelo nei commenti e, se non volete perdervi nessuno dei miei articoli, iscrivetevi al mio blog.
Xo Xo, Gin.